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Tirocinio e Stage sono la stessa cosa? Facciamo chiarezza

Stage, tirocinio, internship, curriculare, extracurriculare.

Chissà quante volte hai sentito pronunciare questi termini. Magari non tutti, ma alcuni sicuramente ricorrono dai tempi delle scuole superiori… ma sai davvero cosa vogliono dire?

Stage e tirocinio sono la stessa cosa?

 

Vediamo insieme le differenze e le particolarità che caratterizzano questi termini, e quando vengono utilizzati per regolarizzare il lavoratore.

Sfatiamo il primo luogo comune: il tirocinio non è un vero contratto di lavoro. Diciamo che volgarmente viene chiamato così, ma come capirai leggendo l’articolo, mancano gli elementi necessari perché venga considerato tale.
Ti dirò, forse che è quasi ipocrita chiamarlo così in quanto nel migliore dei casi, può portare nelle tasche del tirocinante qualche centinaia di euro.

C’è da dire però, che pur non essendo un contratto vero e proprio, è sicuramente un’ottima occasione per tutti quei giovani che vogliono aumentare le conoscenze nel mondo del lavoro, in particolare in un determinato settore. Ma anche per chi, non più giovanissimo, vuole reinventarsi in un altro segmento.

 

Definizioni

Bene, ora è il momento di iniziare a dare qualche risposta…

Questo articolo verte su un macro argomento che è il tirocinio, e quando lo si affronta è giusto fare una prima divisione in: tirocinio curriculare e tirocinio extracurriculare.
Sì, perché come potrai leggere di seguito le differenze sono enormi ed è molto facile fare confusione.

Le parole stage ed internship invece, le utilizzerò come sinonimi, in quanto non sono nient’altro che la traduzione in francese e in inglese della parola tirocinio. Nulla di più.

 

Tirocinio curriculare

Con questo termine si fa riferimento a un’esperienza formativa da svolgere durante il percorso di studi. Il periodo solitamente è concordato ed è a discrezione dell’istituto. Questa esperienza è atta ad arricchire la conoscenza di un determinato settore lavorativo, infatti lo studente svolge lo stage presso un’azienda convenzionata con l’istituto scolastico, anche se ci sono eccezioni dove lo stage viene svolto per intero in aula.

Questa esperienza non è retribuita, ma serve a formare lo studente su quelle che sono le dinamiche nel mondo del lavoro, in particolare in quel determinato settore. Inoltre è uno strumento per ottenere crediti formativi (CFU nel caso di studente universitario).

Vediamo di seguito in che modo prende forma un contratto di stage, sia esso curriculare che extra.

Durante il tirocinio curriculare, lo stagista verrà affidato a due tutor, il primo sarà una figura incaricata dall’ente promotore, che avrà il compito di monitorare l’andamento del percorso. Il secondo sarà un dipendente aziendale, la cui mansione sarà quella di formare lo stagista sul campo.

Nel corso del periodo di stage normalmente il tirocinante non percepisce alcun stipendio, infatti l’unico costo al quale va incontro l’ente ospitante è quello di stipulare l’assicurazione obbligatoria. Ciò non vieta all’azienda di corrispondere una tantum al tirocinante alla fine del percorso, ma è una scelta puramente soggettiva.

 

Tirocinio extracurriculare

Conosciuto anche come stage extracurriculare, diversamente dal tirocinio curriculare, è un percorso formativo che non ha nulla a che vedere con la scuola o un istituto di formazione.

Infatti è regolamentato da una disciplina definita dalle Regioni, in base all’accordo Stato/Regioni del 2013. In questo caso il tirocinante non percepisce una vera e propria retribuzione ma un’indennità, che attualmente è fissata ad una quota minima di 300€ lordi.

Le indennità sono regolamentate da normative regionali, pertanto potrebbero esserci compensi diversi a seconda della zona. Indipendentemente dall’importo, questa indennità non andrà a far cumulo né per i contributi né per il tfr.

Come per il tirocinio curriculare, l’accordo viene stipulato sempre fra tre parti, solo che in questo caso l’ente promotore potrebbe essere un centro per l’impiego anziché una scuola.

I doveri che competono alle parti sono i medesimi che si possono trovare nello stage curriculare, con l’aggiunta per l’ente ospitante, di remunerare lo stagista.

Esistono 5 tipi di tirocinio extracurriculare:

  • Formativo: è rivolto a chi ha terminato gli studi da non più di 12 mesi. In questo caso solitamente il fine è quello di formare la risorsa allo scopo di assunzione.
    Durata: da un minimo di 2 mesi a massimo 6 mesi.
  • Inserimento o reinserimento: il primo è rivolto a chi ha terminato gli studi da più di 12 mesi ma non ha mai lavorato; il secondo è rivolto a chi ha già un trascorso lavorativo ma attualmente si trova disoccupato.
    Durata: da un minimo di 2 mesi a massimo 12 mesi.
  • A favore di categorie in difficoltà: solitamente è rivolto a tossicodipendenti, alcolisti, persone con problemi psichiatrici, condannati in regime di semilibertà.
  • A favore di persone con disabilità.
    Durata: da un minimo di 2 mesi a massimo 24 mesi.
  • A favore di rifugiati politici.
  • Praticantato: necessario per l’iscrizione all’Albo o Ordine Professionale.
    Durata: solitamente non più di 18 mesi.

 

Come avrai avuto modo di notare, le differenze tra le due categorie sono molte, tanto da avere dei punti diametralmente opposti.
Conoscere bene queste differenze potrà esserti d’aiuto per individuare, fin da subito, annunci che potrebbero essere in linea con le tue esigenze.

 

Diritti e doveri

Per quanto riguarda le dimissioni, non essendo un contratto di lavoro, non ci sono vincoli. Il tirocinante può interrompere lo stage semplicemente comunicando la decisione ai due tutor.
Mentre l’azienda o l’ente ospitante, possono interromperlo solo a seguito di fatti gravi che vedono l’impossibilità nel proseguire.

In caso di malattia, infortunio o maternità il tirocinio può essere interrotto. Al termine dei suddetti casi, lo stage potrà riprendere portando a termine il periodo da dove era stato interrotto.
In caso di malattia il tirocinante non è tenuto a recarsi dal medico per ottenere il certificato, basterà infatti avvisare il tutor.

Il tirocinante durante il periodo di stage non matura né feriepermessi retribuiti. L’ente ospitante potrà comunque decidere se concedere un periodo retribuito, ma sarà una scelta concordata tra le parti.

 

Conclusioni

Come avrai notato, i periodi di contratto per i tirocini sono relativamente brevi. Infatti si è voluto regolamentare questo a favore del tirocinante, in modo che l’ente ospitante non sfrutti l’occasione per trasformare lo stage in un lavoro a tutti gli effetti piuttosto che in una formazione.

Spero di esserti stato d’aiuto o di aver chiarito alcuni dubbi in merito all’argomento.
Nel caso volessi maggiori informazioni ti invito a lasciare un commento qui sotto