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Lettera di presentazione: l’alle(g)ato del tuo curriculum

Lettera di presentazione sì? o lettera di presentazione no?
È davvero così importante come alcuni dicono?
Forse posso fare a meno di farla, tanto quello che conta è solo il cv, vero?

 

Magari non rientri tra quei tanti che si sono posti queste domande, ma ti assicuro che attorno alla cover letter, orbitano parecchi dubbi.
Mi sembrava doveroso fare un po’ di chiarezza, definendo innanzitutto cos’è la lettera di presentazione, analizzando poi i vari scenari dov’è richiesta, per poi capire in che modo andarla a redigere.

Molti la abbinano a ogni curriculum che inviano, altri invece non danno troppo peso e preferiscono concentrarsi solo sulla creazione di quest’ultimo.

Una cosa però è certa, se deciderai di farla, dovrà essere di enorme valore.

Vediamo come…

 

Definizione

Potremmo dare molte definizioni o trovare svariate similitudini per specificare il significato di “lettera di presentazione”. Ma sicuramente dire che è il biglietto da visita che si consegna all’azienda alla quale ti stai proponendo, rende bene l’idea.

È un po’ come la stretta di mano, in pochi secondi riesci già a farti un’opinione su chi hai davanti.

Di fatto si può dire che è la sintesi del tuo curriculum. È la sua anteprima, dove ti presenti all’azienda motivando la ragione che ti ha spinto a candidarti, e spiegando perché la loro scelta dovrebbe ricadere su di te.

 

È davvero necessaria?

Esistono diverse scuole di pensiero, ma diciamo che se vuoi dare un booster al tuo cv è fortemente consigliata.
In Italia non è un elemento obbligatorio come in altri Paesi, ci sono aziende che non la chiedono e altre che lo inseriscono come richiesta all’interno di annunci rendendola necessaria.

Sicuramente la lettera di presentazione è uno strumento molto apprezzato da qualsiasi azienda.

Presentare una cover letter a un’azienda che non la richiede, può essere una mossa determinante, in quanto molto probabilmente molti candidati non se ne cureranno, e potresti differenziarti dalla concorrenza.

 

Come scriverla

Tieni conto che la lettera di presentazione, in quanto essere il tuo biglietto da visita, può portare a due effetti:

  1. invoglierai il recruiter alla lettura del curriculum.
  2. il recruiter potrebbe scartare il curriculum senza neanche leggerlo, passando ad un altro.

È di fondamentale importanza perciò renderla interessante, invogliando il selezionatore a leggerla e di conseguenza ad analizzare il curriculum con positività.

Partiamo dal presupposto che dovrà essere differente in base a chi sarà il destinatario.
Questo perché dovrai conoscere molto bene l’azienda al quale ti andrai a proporre, avendo ben chiaro qual è il profilo che stanno cercando.
Per far sì di entrare in sintonia con il recruiter, il primo step sarà quello di raccogliere più informazioni possibili sull’azienda. Dovrai avere ben chiara qual è la sua vision, così da capire cosa pretende dai suoi dipendenti. Questo ti permetterà di riportare il motivo che ti ha spinto a candidarti, perché hai deciso di mandare il tuo cv proprio a loro e non a qualche competitor o altra azienda. Devi far percepire la volontà di lavorare per loro perché sposi i princìpi, facendo capire che potresti essere un valore aggiunto alla loro mission.

Dovrai inoltre spiegare perché la scelta dovrebbe ricadere su di te. Una volta che avrai raccolto molte informazioni sull’azienda, tramite il loro sito o altri canali, saprai giustificare come mai sei proprio tu quello di cui hanno bisogno, poiché ormai avrai capito cosa cercano in un collaboratore.

È di fondamentale importanza conoscere l’azienda, solo così riuscirai a strutturare una lettera di presentazioni mirata.

Dovrai andare a mettere in risalto le tue qualità e competenze, ed è proprio qua che andrai ad anticipare quello che il selezionatore leggerà all’interno del tuo curriculum.

 

Stesura

Esistono moltissimi esempi di lettere di presentazione sul web, quindi potresti anche scaricare un formato e adattarlo.
Diciamo che in linea generale la struttura dovrà essere la seguente:

  • Indicare i dati personali con nome, cognome e indirizzo. Il resto dei dati li troveranno all’interno del cv.
  • Destinatario: nome cognome e indirizzo della persona alla quale stai indirizzando la lettera o, nel caso non avessi nessun riferimento, indirizzala all’ufficio del personale dell’azienda.
  • Dopo aver inserito dati personali e destinatario, inizia lo scritto facendo riferimento alla fonte che ti ha portato a conoscenza dell’opportunità. Andrai a citare il sito, il social o il giornale nel quale hai trovato l’annuncio.
  • Successivamente andrai a nel concreto scrivendo quali sono le tue competenze, conoscenze e capacità. E perché la scelta dovrebbe ricadere su di te.
  • Concludi con i saluti di rito, auspicando a un contatto da parte loro.

Di prassi si tende ad inserire prima la descrizione delle proprie skills e poi giustificare i motivi che dovrebbero far ricadere la scelta su di te.
Quando andrai a descrivere le tue competenze, a differenza del curriculum, lo scritto dovrà essere lineare, privo di elenchi puntati. Dovrai andare a citare esperienze o fatti realmente accaduti, che ti hanno visto mettere in pratica determinate abilità.
Dovrai andare a far leva su esperienze che ti hanno portato ad accrescere le tue competenze, come corsi, stage o qualsiasi elemento che possa essere di interesse dell’azienda, leggi il mio articolo Curriculum: cosa e come scrivere per capire meglio di cosa parlo.

L’obiettivo cardine è quello di tenere il recruiter incollato al testo, quindi inserisci elementi che possano avere davvero rilievo. Non scrivere se quello che stai riportando non è in linea con quanto richiesto.

Ricorda che non dovrà essere un testo troppo lungo, altrimenti otterrai l’effetto contrario. 5 righe sono poche, 15 righe sono troppe.

 

Conclusione

Per quanto ci possano essere delle linee guida per redigere una buona lettera di presentazione, quello che più di tutto determinerà il buon esito sarà l’ottima conoscenza dell’azienda. Per alcune posizioni andrai ad utilizzare un tono formale, per altre più friendly.

Il mondo del lavoro è mutato notevolmente negli ultimi anni, soprattutto con la crescita dello smart working, dove oltre alle barriere logistiche sono stati abbattuti anche schemi quali il rapporto collaboratore-datore di lavoro, rendendo la relazione più “umana”.
Ci vediamo nel mio articolo dove ne parlo più apertamente.

Lascia pure un commento se l’articolo ti è stato utile, o se vuoi avere delle informazioni in più.

2 commenti.

  • Luciano

    says:

    Prova

    • Roberta

      says:

      Prova prova

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