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Colloquio: quando i dettagli fanno la differenza

La preparazione al colloquio è il primo step per il buon esito di quest’ultimo.
Per vincere la concorrenza e portare a casa il risultato, dovrai concentrarti su alcuni aspetti tecnici e altri più… personali.

Ti posso assicurare che molti candidati validi, spesso non passano le selezioni.

Alcuni danno per scontato che un buon curriculum possa aprire le porte di molte aziende.

Questo in parte è vero, forse tra molti curricula saranno i primi ad essere chiamati, ma poi al colloquio falliscono miseramente.

Perché?

Per mancanza di metodo.

 

Conosci l’azienda

Se hai già letto altri miei articoli, sai quanto considero importante questa parte. Conoscere l’azienda non solo ti permetterà di fare una buona impressione al recruiter, ma ti darà gli strumenti per formulare in anticipo le risposte da dare ad alcune domande che ti verranno poste.
Inoltre sarà il modo migliore per entrare in sintonia con l’interlocutore, dando inevitabilmente un’impronta positiva di te.

Ti basterà navigare sul loro sito aziendale, leggere articoli esterni, visionare i social. Dovrai reperire più informazioni possibili, così da capire qual è la figura di cui hanno bisogno e che vanno cercando.

Dovrai conoscere la loro struttura, la cultura ma soprattutto quali sono i valori, la vision e la mission aziendale. Dovrai inoltre avere ben chiaro quali sono i servizi offerti o i prodotti venduti.

Detto questo, sostengo che la sola conoscenza dell’azienda tante volte non basta. Infatti se vorrai avere un quadro completo dovrai conoscere l’ecosistema in cui opera, quindi sapere chi sono i competitor e cosa li differenzia dall’azienda alla quale ti sei proposto. Conoscere le varie dinamiche di mercato e gli aspetti che lo compongono.

 

Rileggi tutto, più volte

Rileggi bene l’annuncio più volte, l’entusiasmo ogni tanto gioca brutti scherzi, quindi potresti averlo letto frettolosamente. Soffermati su ogni sua parte, dovrai avere ben chiara qual è la posizione ricercata e i requisiti richiesti.

Ti consiglio di rileggere bene anche il curriculum e lettera di presentazione. Dovrai focalizzarti sui punti che pensi saranno di interesse al recruiter come esperienze e competenze, in quanto gran parte delle domande verteranno lì.

 

L’abito non fa il monaco

Siamo tutti cresciuti sentendo dire che a un colloquio bisogna andare vestiti bene, ed è assolutamente vero.

Ma quanto bene ci si deve vestire?

I vestiti puliti e stirati che deciderai di mettere, dovranno essere in linea con la posizione o azienda alla quale ti sei candidato. Anzi, dovranno essere in linea con il tipo di lavoro al quale ti sei candidato.
Dev’esserci un certo equilibrio, non andrai sicuramente vestito in tuta, ma neanche sempre in abito.
Ci sono posizioni o aziende dove sarà necessario presentarsi in giacca e cravatta, altre invece dove camicia e maglioncino saranno più che sufficienti. Altre invece dove lo stile adeguato non comprenderà ne l’una nell’altra.

Se il colloquio si svolgerà invece in piena estate, potrai tranquillamente presentarti con una camicia con le maniche arrotolate oppure con una polo. Tenendo conto del caldo e l’ansia che vivrai in quella giornata, il rischio di sudare sarà elevato, perciò optare per un dress code meno formale potrebbe evitare imbarazzanti macchie di sudore.

Per le ragazze sicuramente il discorso cambia.
Non parleremo più di giacca e cravatta, ma di gonna e scarpe.
Anche qua però, lo stile verrà dettato dal tipo di lavoro, azienda o ruolo che si andrà a ricoprire. Da evitare tassativamente saranno le scollature troppo evidenti, o gonne troppo corte (nel caso optassi per una gonna).
In piena estate sarebbe da evitare di indossare canotte, preferendo piuttosto una camicia leggera.

E i tatuaggi?

Uno dei dubbi più in voga tra le persone con i tatuaggi è se nasconderli oppure no.
Personalmente sono dell’idea che se hai deciso di farti un tatuaggio in una zona visibile, andare a coprirlo per non farlo vedere non sarebbe una gran mossa. Ci avrai sicuramente ragionato prima di farlo, e avrai sicuramente messo in previsione di affrontare dei colloqui.

Certo, ci sono lavori dove si è vincolati a tenere un abbigliamento formale 12 mesi l’anno, e se tu avessi un tatuaggio sul braccio, probabilmente potresti nasconderlo per sempre o comunque non sarebbe rilevante.

Ma le aziende guardano ancora queste cose?

Bella domanda. Ma in linea di massima possiamo dire di esserci evoluti. Al giorno d’oggi abbiamo manager, impiegati, operai tatuati. Praticamente persone tatuate le troviamo in qualsiasi ambito e ruolo. Penso (e spero) siano ancora poche le aziende che danno peso a questo argomento.
Considera però che solo una volta che avrai capito l’azienda, la mansione che dovrai svolgere e avrai reperito più informazioni possibili saprai darti una risposta.

Nel caso non la trovassi, pensa sempre al fatto che il tatuaggio fa parte del tuo essere, e non dobbiamo mai nascondere chi siamo. Non sentirti mai a disagio ma soprattutto non vederlo mai come un ostacolo.

 

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